Non esagero se dico che il Kidal Luxury Camp – che quando l’ho prenotato su Booking si chiamava Tassili – è uno dei posti più meravigliosi in cui abbiamo dormito, e di certo uno di quelli che non dimenticheremo.
E pensare che fino al giorno prima non ero neanche sicura che avremmo avuto un tetto sulla testa: la comunicazione da casa in inglese non era stata semplicissima. Avevo prenotato tre notti, ma i gestori del camp mi avevano contattato suggerendomi di ridurle, perché avrebbe fatto troppo caldo per la bambina. Pochi giorni dopo mi era arrivata una mail da Booking per avvisarmi che il Camp aveva cambiato nome… peccato che sul motore di ricerca apparivano ancora entrambi, Tassili e Kidal, con foto simili ma prezzi diversi. Aiuto!
E invece, appena lasciata l’auto al punto di raccolta, ho capito subito di aver scelto bene.

A chi decide di soggiornarvi una notte (io consiglio due per vivere al giusto ritmo tutte le esperienze che offre), il Kidal offrirà un posto all’ombra e sicuro in cui lasciare l’auto prima di essere portati in 4*4 fino al Camp.
Qui arrivati, vi attenderà una tenda, che più che tenda definirei bungalow per le sue dimensioni e per il bagno privato all’interno. Ampio spazio per i bagagli e vestiti, prese elettriche, bei tappeti a coprire il pavimento. A proposito di pavimento: ho letto recensioni che lamentano la scarsa pulizia. Noi abbiamo trovato il bagno ordinato, il pavimento pulito, i campioncini di sapone sigillati, asciugamani profumati e in numero sufficiente. E anche se così non fosse stato… siamo immersi in un deserto di sabbia, no?
Unico difetto della struttura, forse, il rivestimento scuro e damascato della tenda: elegante, ma trattiene molto il calore. Chiusa la porta, la temperatura interna sale parecchio durante il giorno.
Con il suo servizio a mezza pensione, il Kidal offre una ricca colazione a buffet e tajine calda ogni mattina. Le cene, diverse ogni sera, sono preparate al momento, e propongono piatti tradizionali ma rivisitati. Abbiamo mangiato bene, e con piacere.
Piacevolissimo e coinvolgente dopo cena, il canto intorno al falò, con musiche autoctone suonate con strumenti berberi.
Oltre alle classiche esperienze turistiche, la cammellata al tramonto o il giro in quad (per favore, no!), il camp organizza un tour in 4×4 sorprendente e molto vario: prevede la visita all’oasi del parco nazionale di Erg Znaigui, alle miniere, e all’accampamento nomade. Per pranzo, un’ottima pizza berbera cotta nel forno a legna, preceduta dall’ascolto dei suggestivi canti Gnawa. Il tutto per una durata di circa 6 ore, dalle 10 alle 16. Lo potrete organizzare già dall’Italia, prenotandolo via whatsapp.
Una nota importante, per noi forse la più rilevante. Abbiamo scoperto solo tardi la posizione esatta del camp (quasi nessun camp della zona è correttamente localizzato sulla mappa!), e solo guardando con attenzione la vista satellitare di Google Maps. Ci siamo così accorti della lontananza dall’Erg Chebbi. Il Kidal si trova infatti nel parco nazionale Erg Znaigui.
Per chi ama la fotografia e sogna di immortalare l’iconico “mare di dune”, questa potrebbe essere una limitazione. In cambio, la posizione remota del Kidal garantisce pace e autenticità.
Storia di uno scatto

Alzarsi ogni mattina un’ora prima dell’alba.
Vestirsi in silenzio nella tenda, per non svegliare i miei due compagni di viaggio.
Rimettere la batteria carica nella macchina fotografica.
E poi via, uscire nel crepuscolo mattutino e camminare fino al punto più alto delle dune.
Provando a fare passi lunghi, o a camminare sopra le impronte altrui
per non rovinare la superficie immacolata della sabbia.
Intorno, il silenzio.
Solo un paio di altri appassionati di fotografia
e una coppia in cerca di un istante di romanticismo.
Non sono del tutto soddisfatta:
come già immaginavo prima ancora di partire da casa,
il fascino dell’Erg Chebbi – almeno in fotografia – è imbattibile.
Così come quella sensazione di disorientamento
che si prova stando immersi in un mare di dune tutte uguali, tutt’intorno.
Ma qui, all’Erg Znaigui, mi godo la pace.
Il silenzio vero.
Il contesto naturale, la varietà dell’habitat.
Niente quad, niente cammelli, niente comitive in gita.
E da quassù il panorama è davvero meraviglioso.
L’alba tinge di rosa tutte le dune,
prima una, poi una, poi una.
Il sole è quasi alto, è ora di rientrare per la colazione.
Solo cinque minuti ancora.
E poi altri cinque.
Piccoli scatti di piccoli Tuareg
Già di per sé l’esperienza deserto basterebbe a rendere la vacanza interessante: dune, sabbia, cielo, stelle, musica.
Se tutto ciò non bastasse, il camp è ben fornito di palle e altri giochi, e il personale del camp farà di tutto per intrattenere bimbi e bimbe, coinvolgendoli durante i canti al falò o agghindandoli come piccoli Tuareg per il tour o per l’uscita a cammello.
Le colazioni e i pasti sono tutti adatti al gusto dei bambini.
Il tutto fa sì che la struttura sia molto scelta da famiglie: è probabile che i piccoli Tuareg trovino subito compagnia, e inizino a correre e a rotolarsi giù dalle dune in squadra, coprendosi tutti di sabbia da testa a piedi.
Piccola chicca: il Kidal mette a disposizione 3 tavole da sandboard, utilizzabili liberamente. Ci hanno regalato un bel divertimento tra gli scatti dell’alba e la prima colazione.
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