Camp nel deserto: come pianificare l’avventura nel Sahara

Se anche voi avete in mente l’itinerario classico che da Marrakesh porta a Fez passando per il deserto, sono sicura che darete giustamente molta importanza all’organizzazione della tappa a Merzouga.
Per me è stata una pianificazione a sè, la più difficile.

Vi racconto che cosa ho imparato nel nostro viaggio di Maggio 2025.

Duna di sabbia del deserto del Sahara ripresa dall'Erg Znaigui all'alba

Merzouga è una anonima cittadina che deve tutta la sua fama alla felice posizione accanto alla zona desertica più accessibile del Marocco. Vi basta guardare il Marocco con la vista satellitare di Google Maps per capire che ogni altra area del deserto del Sahara non è raggiungibile con una semplice deviazione, ma richiede un viaggio a sè.
Per assaporare con il minimo sforzo le meraviglie che il deserto ci può offrire Merzouga è perfetta. E infatti negli anni è diventata la classica vittima dell’overtourism, un piccolo grande luna park per adulti.

Prenotando all’alloggio e la classica notte in camp nel deserto, è facile ritrovarsi in un “carrozzone turistico”, niente di più lontano da ciò che cerco.

L’idea di soggiornare nel deserto e sperimentarne il silenzio, il buio, lo sbalzo termico, l’accensione delle dune al tramonto e all’alba, era per me un sogno da realizzare. Qui tutto cercavo tranne che un luna park. Per evitare di ritrovarmi in mezzo al caos dei quad ho speso un sacco di tempo a pianificare le notti nel deserto: dove alloggiare, come arrivarci, quanto rimanerci, che attività fare.

Provo a darvi qualche consiglio.

Dove alloggiare?

Quando dici Merzouga pensi all’Erg Chebbi.

Dal dizionario Treccani, il termine arabo ‘erg’ significa: Tipo di deserto esclusivamente costituito da sabbie disposte a dune, sempre situato marginalmente alle grandi distese […] desertiche in quanto rappresenta l’effetto dell’accumulo dei materiali fini trasportati dal vento 

L’Erg Chebbi è la zona desertica iconica, con le sue alte e numerosissime dune di sabbia dorata, e i suoi camp che lo coprono tutto intorno, a distanza ravvicinata l’uno dall’altro.

Visto che intorno all’Erg Chebbi lo spazio libero per nuove strutture inizia a scarseggiare, sta iniziando a trovare posto negli itinerari turistici anche un altro erg, l’Erg Znaigui National Park: in questa vicina zona desertica, molto meno trafficata e ancora autentica, stanno nascendo numerose strutture, quasi tutte di alto livello.

Attenzione quindi: se non fate attenzione, potrebbe capitarvi di prenotare un camp in una zona piuttosto lontana dal tanto blasonato Erg Chebbi.

E’ un male? Non necessariamente.
Noi abbiamo deciso di trascorrere 3 notti nel deserto:

  • 1 notte in una struttura in stile riad nei pressi dell’Erg Chebbi, più fotogenico grazie al suo mare di alte dune (le più alte raggiungibili solo a cammello o con un mezzo motorizzato 4×4: abbiamo provato a farci accompagnare a piedi, ma invano!);
  • 2 notti in un camp nell’Erg Znaigui, per godere appieno dell’esperienza della notte nel deserto, in una zona ancora (quasi) libera da quad e turisti irrispettosi.

Al momento della prenotazione non è sempre chiara la posizione del camp. Se per voi è importante trovarvi in mezzo alle dune del deserto dell’Erg Chebbi, fate attenzione e chiedete esplicitamente la posizione gps della struttura.

Come si raggiunge il camp?

Il camp stesso organizzerà per voi la trasferta da Merzouga al camp. Il trasferimento può essere incluso o meno nel prezzo dell’alloggio: in 4*4 è spesso gratuito, lasciando l’auto in un loro parcheggio di appoggio. È invece quasi sempre a pagamento se richiesto in cammello o in quad.

Che cosa prevede il soggiorno nel deserto?

Ogni camp propone più o meno lo stesso programma: nel prezzo è di solito compresa la notte in camp con trattamento di mezza pensione, e il canto berbero intorno al falò serale. Quello che fa la differenza pare sia la qualità del servizio, la pulizia, l’esclusività, il cibo.

Nel prezzo sono solitamente escluse le altre attività che vi potranno organizzare:

– i tour in 4*4 di 2 o 4 ore. Noi ne abbiamo fatto uno di 4 ore, e con piacere. In effetti l’area di Merzouga ha diverse perle da offrire

– la passeggiata a cammello all’alba o al tramonto (di solito dura poco, poi proseguirete comunque a piedi. Ne vale la pena? Noi pensiamo di no!)

– l’ora in buggie o quad (pensateci bene prima di noleggiarli con leggerezza, stanno devastando l’ecosistema e diventando piuttosto pericolosi!)

Noi abbiamo voluto dedicare al deserto tre notti: una trascorsa in hotel a Merzouga, e due al Kidal Luxury Camp (ex Tassili) nel cuore del deserto dell’Erg Znaigui. E siamo molto soddisfatti della scelta fatta.

Molti arrivano al camp alle 17, fanno la cammellata al tramonto, passano la notte in tenda e lasciano il camp la mattina dopo. Noi siamo certi che in poco che 12 ore non avremmo saputo godere a pieno dell’esperienza deserto. Che quando mai ricapita?

Una curiosità importante: camp fantasma o nomadi

Ho scoperto che non di rado i camp cambiano nome (talvolta pure posizione), o compaiono con più nomi nei motori di ricerca. Una delle ragioni è che c’è molta concorrenza a parità di servizio, e le strutture vivono di recensioni: per migliorare la loro reputazione tentano il rilancio con un nuovo nome. Non siate troppo preoccupati se vi capita: anche nel deserto del Sahara troverete sicuramente un tetto – e che tetto! – sopra la testa.

Altre domande o dubbi?

Le potete lasciare nei commenti, farò del mio meglio per farvi le risposte che cercate!

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